![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
|
Giovanni Boccaccio è stato uno scrittore e poeta italiano . È l'autore del celebre Decameron . Fu un uomo di grande cultura che ebbe l'opportunità di frequentare la ricchissima biblioteca reale e dedicarsi a letture eterogenee (letteratura cortese e cavalleresca francese, cultura latina ed erudizione storica, mitologica e letteraria, autori greci e latini, stilnovisti, Dante ecc.). Cominciò a scrivere rime e poemetti per il brillante pubblico di corte, che lo riconobbe come poeta. Nel 1340 dovette rientrare a Firenze a causa di un grave dissesto finanziario del padre. Fra il 1346 ed il 1348 visse a Ravenna e a Forlì, dove fu ospite di Francesco II Ordelaffi e frequentò tre grandi poeti , con cui mantenne poi amichevole corrispondenza. In seguito, tornò a Firenze dove scampò alla peste e dove si stabilì definitivamente nel 1349, alla morte del padre, per occuparsi di quanto restava dei beni di famiglia. A Firenze, era assai apprezzato per la sua cultura e ricevette alcuni incarichi come ambasciatore in Tirolo e a Avignone.Il Decameron, composto dal 1349 al 1351, è l'approdo di questo processo di maturazione, l'espressione di una seconda fase della produzione del Boccaccio, che ai vagheggiamenti sentimentali e romanzeschi sostituisce la disincantata osservazione della realtà.Nel 1351 gli fu affidato l'incarico di recarsi a Padova, dove si trovava il Francesco Petrarca da lui conosciuto l'anno precedente, per invitarlo a Firenze, dove gli sarebbe stato affidato un insegnamento. Petrarca non accettò la proposta, però tra i due scrittori nacque una sincera amicizia che durò fino al 1374, anno della morte del Petrarca. La tranquilla vita di studioso, condotta dal Boccaccio a Firenze, fu bruscamente interrotta dalla visita del monaco senese Gioacchino Ciani che lo esortò ad abbandonare la poesia e gli argomenti profani. Si narra che Boccaccio fu atterrito dal pensiero della morte imminente a tal punto che decise di bruciare le sue opere, venendone fortunatamente dissuaso dall'amico Petrarca.Nel 1362 fu invitato a Napoli da amici fiorentini ed egli accettò, sperando di trovare un'occupazione che gli permettesse la vita agiata e serena di un tempo. Purtroppo la Napoli in decadenza di Giovanna era ben diversa dalla città prospera, colta e serena di Roberto d'Angiò e Boccaccio, deluso, ripartì ben presto. Dopo un breve soggiorno a Venezia per rivedere il Petrarca, intorno al 1370 si ritirò nella sua casa di Certaldo, presso Firenze, per vivere in modo appartato e potersi dedicare alla meditazione religiosa e allo studio.Nell'ultimo periodo di vita ricevette l'incarico dal comune di Firenze di dare vita ad una lettura pubblica, con relativo commento, della Divina Commedia di Dante Alighieri ma nel 1374,a causa del sopraggiungere della malattia che lo avrebbe condotto alla morte,dovette abbandonare l'incarico.Boccaccio,visse fra amarezze, delusioni, ben diversamente dal Petrarca che ebbe riconoscimenti, onori ed una vita serena.Ma la sua inclinazione letteraria e poetica fu grandissima e fu un narratore altissimo.
|
| web master:Gianluca Gallotti 3sit |