IL mio ramadan
di Soufiane Rafiq
Nella cultura araba il Ramadan è uno dei nostri 12 mesi, esattamente il nono, reso doppiamente sacro dall' Islàm per il fatto che è il mese in cui fu rivelato il Corano come guida per gli uomini e prova chiara di retta direzione e salvezza.  Il Ramadan è  uno dei 5 pilastri della religione musulmana, quindi deve essere rispettato. Ciò significa fare il digiuno che dura dalle prime luci dell'alba fino al tramonto; in genere si fa un pasto leggero,  detto suhur, poco prima dell'aurora, per poter affrontare la giornata senza più toccare cibo. Nella religione coranica l'esercizio del digiuno non consiste soltanto nell'astensione da ogni cibo e bevanda, ma anche da qualsiasi contatto sessuale e da ogni altro cattivo pensiero o azione, durante l'intera giornata fino al tramonto. Nella prova del digiuno è più importante il significato spirituale di quello materiale per il fatto che l'uomo obbedisce a un ordine divino; insieme, però, impara a tenere sotto controllo i suoi desideri fisici e supera la sua natura umana. Per legge sono esenti dal digiuno i minorenni, i vecchi, i malati di mente, i malati cronici, i viaggiatori, le donne in stato di gravidanza o che allattano, le persone in età avanzata, perché il digiuno,  per loro, potrebbe comportare un rischio. In questo mese, io musulmano, mi devo sopportare certi miei amici, che mi prendono in giro offrendomi da mangiare, dato che sono consapevoli del fatto che non posso farlo. Naturalmente per me il Ramadan è così importante che non mi lascio indurre in alcuna tentazione, nemmeno nel mandar giù un tramezzino.  Certe volte mi sembra di invidiarli, ma la sensazione dura poco e ci ridiamo su. 
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