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Visita aziendale

"Torino, il barocco e gli impresionisti"

hanno partecipato

gli studenti delle classi 1°e 4°B ITER e 3°A geometri della sez. associata "M.Baratta"

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1 marzo 2005

"Torino Barocca"

Torino, assumendo il volto di città capitale, richiama architetti, scultori e pittori da ogni parte d'Italia e d'Europa. Per dare a Torino il volto di una capitale europea, nel 1714 Vittorio Amedeo II fa venire Filippo Juvarra (Messina, 1676 - Madrid, 1736), il quale progetta l'ampliamento della città, in prosecuzione del precedente impianto urbanistico, del quale conserva il disegno a scacchiera. Numerosissime sono le opere costruite da Juvarra a Torino, fra cui: la celebre scala a forbici di Palazzo Reale, la facciata di Palazzo Madama, la Basilica di Superga e la Palazzina di caccia di Stupinigi.

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"La palazzina di caccia di Stupinigi"

La Palazzina di Stupinigi, che nasce come ritrovo per la caccia, è uno degli edifici che i Savoia fanno costruire fuori città, seguendo una moda diffusa presso tutte le monarchie europee, che preferiva scegliere le proprie residenze lontano dalla capitale. Essa è situata in una pianura uniforme, su cui si snoda un filare continuo di costruzioni basse e semplicissime: i servizi e le scuderie. E' un edificio relativamente piccolo, imperniato su un salone centrale ellittico, con logge che mitigano la luce dei finestroni; e da esso partono quattro gallerie a croce di Sant'Andrea.

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La costruzione della Palazzina di Caccia di Stupinigi fu iniziata nel 1729 verso la fine del regno di Vittorio Amedeo II su progetto e con la supervisione di Filippo Juvarra e fu seguita durante il regno dei suoi successori Carlo Emanuele III e Vittorio Amedeo III. Nel corso del tempo diversi architetti si avvicendarono alla costruzione della Real fabbrica che diede vita ad un cantiere ininterrotto per tutto il XVIII secolo. Il primo impianto architettonico della Palazzina, progettato da Filippo Juvarra tra il 1729 e il 1739 prevedeva il corpo centrale unito da portici a grandi scuderie. L'architetto messinese aveva incluso nel progetto il programma decorativo sul tema della caccia, incentrato sugli affreschi dei Salone centrale e dei vicini Appartamenti dei Re e della Regina, collocati nella pianta a croce di S.Andrea. Il successivo amplìamento voluto da Carlo Emanuele IIl di Savoia, è opera dell'architetto di corte Benedetto Alfieri, che dai 1739 al 1767 realizza i due Appartamenti verso il parco per i figli dei re, i duchi di Chiablese e di Savoia, arricchiti da decorazioni di gusto rocaille.

Il fabbricato, che è uno dei più belli esemplari dell'architettura juvarriana, si costruì, si ampliò e si arredò nel corso degli anni attraverso le opere di valenti artisti di varie epoche e di vario genere, fra cui decoratori, stipettai, artigiani del Piemonte e fuori Piemonte. L'edificio conserva quindi decorazioni pittoriche dei pittori veneziani Giuseppe e Domenico Valeriani, Gaetano Perego, Christano Wehrlin, viennese, figlio del pittore Adamo Wehrlin, nominato da Carlo Emanuele III conservatore delle Regie gallerie d'arte a Torino ed altri. L'edificio nella sua disposizione architettonica a diversi "bracci di fabbricato" collegati da gallerie, è diviso in quattro appartamenti (Nuovo, Della Regina, Del Re e Dei Duchi) che gravitano attorno ad un salone centrale ellittico, ricco di stucchi ed affreschi: li si svolgevano sontuosi ricevimenti e balli. L'edificio è circondato da un parco.

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Mostra "gli Impressionisti e la neve"

La mostra è stata organizzata per l'occasione dell'apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006. Il tema della neve e dell'inverno ben si collega all'evento sportivo e vuole sottolineare il ruolo della città di Torino anche nel campo della promozione culturale. Sono circa centocinquanta Le opere presentate negli spazi della Palazzina della Promotrice delle Belle Arti, nel Parco del Valentino, considerata uno tra i luoghi più belli e funzionali per le mostre temporanee in Europa. La mostra presenta un confronto tra l'arte impressionista e l'arte di tutto il resto del Continente. Il minimo comune denominatore è la neve dipinta, che è stata elemento di straordinaria importanza nella seconda metà del XIX secolo. Accanto ai capolavori provenienti da musei e collezioni di tutto il mondo di notissimi artisti quali Van Gogh, Monet, Gauguin, Manet, Sisley, Pissarro, Munch, Segantini e tanti altri, troviamo altrettanti capolavori meno noti di artisti che hanno lasciato tracce indelebili nella storia della pittura.

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