LE DIFFICOLTA' DIDATTICHE NELL'ORA DELLA GUERRA

 

Nei piccoli centri, ove comunque, in nome dell'istruzione popolare doveva esserci una scuola, era abbastanza normale che classi diverse venissero fatte convivere;accadeva, per esempio, anche a Gerola, che però aveva solo le prime clssi, poi si doveva andare a Casei o a Cornale appunto. Tuttavia è chiaro che in tempo di guerra, per tante ragioni vuoi di natura economica, vuoi legate all'assenza di non pochi insegnanti richiamati alle armi, questa situazione di accorpamento diventava realtà diffusa. In proposito le maestre non nascondevano i propri timori sull'efficacia della propria azione educativa. Per riferire qualche perplessità della sola signorina Bobba, all'inizio dell'anno scolastico 1943-'44, nella Cronaca ed osservazioni  dell'insegnante scriveva: Quest'abbinamento prima/terza mi lascia alquanto sconcertata. La prima, specialmente in questo periodo preparatorio, avrebbe bisogno di essere sola. E a conferma di tale previsione, nella Relazione finale, ribadiva: L'abbinamento delle classi prima e terza mi hanno (sic) reso il lavoro molto faticoso e poco soddisfacente. Fortunatamente, aggiungeva la stessa insegnante, le disposizioni ministeriali sulla riduzione all'essenziale del programma, si sono rivelate fondamentali per togliere, a lei e a tutte le sue colleghe, l'assillante timore di non riuscire a fare tutto. Ma la didattica ne rimaneva, in ogni caso, penalizzata.

 

Ai nostri insegnanti, il provvedimento ministeriale della riduzione dei programmi era stato così preannunciato:

Il Ministero dell'Educazione Nazionale, con circolare del 9 dicembre n. 1, rilevando come l'anticipata chiusura delle lezioni nell'anno scolastico decorso, la ritardata ripresa della vita scolastica nel corrente anno e le condizioni eccezionali del momento, hanno reso e rendono più laboriosa e in parecchi luoghi estremamente difficile l'attuazione dei programmi fin qui in vigore, ha ritenuto opportuno di determinare una diversa ripartizione delle materie d'insegnamento nelle scuole dell'ordine elementare, ripartizione intesa ad alleggerire detti programmi e a dare al loro svolgimento più contenuti limiti.