| La didattica disciplinare e quella formativa |
Dal giornale di classe che abbiamo maggiormente utilizzato, quello dell'a.s. '44-'45, si rileva che l'attività didattica di allora prevedeva sostanzialmente le stesse discipline che si insegnano ancora oggi nella scuola elementare, dall'italiano all'aritmetica e geometria, dalle scienze naturali alla geografia. L'unica differenza l'abbiamo riscontrata nel lavoro, che oggi non si fa più, non certo nelle forme allora previste, ossia un leggero lavoro del terreno con zappe, rastrelli, vanga, agricoltura e giardinaggio insomma; confezioni di oggetti di vestiario, ricamo, rammendo, rappezzo, invece, per le ragazze.
Se si considerano i registri degli anni precedenti il '44-'45, il quadro complessivo delle materie insegnate presenta maggiori differenze rispetto alla scuola dei nostri giorni; intanto permane la differenza di cui si diceva: Lavori donneschi e manuali. Poi scopriamo che i ragazzini hanno il voto in Nozioni varie e cultura fascista e c'è anche, non utilizzata in queste classi, Storia e cultura fascista. Un interessante insegnamento è Igiene e cura della persona, ma di questa singolarità (dal nostro punto di vista) ci eravamo già resi conto leggendo che, più o meno quotidianamente, l'insegnante faceva la rassegna della pulizia personale: controllo delle mani e delle unghie, verifica dei capelli per constatare che non vi abitassero pidocchi; ma questi vispi animaletti, spesso, la facevano in barba anche alle ispezioni della maestra Bobba.
|
|
Cimeli scolastici di Ermanno: a sinistra la pagella (inequivocabilmente bellica) di promozione alla classe terza; a destra il quaderno di aritmetica, cui appartengono anche le due pagine interne e il retro di copertina successivo. Entrambi i documenti, che riportano alcune parole d'ordine del regime e l'adeguata coreografia, risalgono all'anno scolastico 1942-43, quando l'alunno era ancora un figlio della lupa. |
|
|
|
|
|
Alle discipline vere e proprie si aggiungeva tutta una serie di attività (ma i progetti di oggi non sono la stessa cosa?) che completavano la formazione degli alunni come persone e, soprattutto come balilla, ossia fascisti in erba. Ecco i momenti salienti che abbiamo individuato, alcuni dei quali formalmente in calendario, altri celebrati nei momenti più opportuni e specificamente legati alla situazione di guerra in corso:
| fondazione dei Fasci di combattimento | |
| marcia su Roma (a scuola tutti in divisa da balilla/giovani italiane) | |
| celebrazione della vittoria | |
| giornata del risparmio | |
| natali di Roma | |
| nascita dell'impero (l'Italia fu 'sanzionata' ma ebbe "finalmente il suo impero") | |
| festa degli alberi | |
| giornata del mutilato | |
| corrispondenza con i soldati | |
| fiocco di lana per i soldati | |
| viveri per i soldati feriti e ricoverati in ospedale | |
| commemorazione (settimanale) medaglie d'oro |
Le ultime quattro attività vanno brevemente spiegate. Nel primo caso gli alunni, in occasione delle festività natalizie o pasquali, ma non solo, scrivevano ai soldati originari di Cornale che si trovavano al fronte e ne ricevevano corrispondenza. Due casi successivi: per aiutare lo sforzo bellico della nazione, ad un certo punto i ragazzini contribuirono portando a scuola qualche fiocco di lana ciascuno, raggiungendo, in qualche caso, anche il chilo di peso per classe e, in altra occasione, portarono uova o altri piccoli doni per i soldati, feriti, in ospedale a Pavia. Infine faceva parte sistematica delle lezioni la commemorazione settimanale, a classi riunite, di una figura di medaglia d'oro al valor militare.