OPERA NAZIONALE BALILLA

Il fascismo utilizzò la scuola come strumento di propaganda e serbatoio di reclutamento; non solo i docenti dovevano essere iscritti al partito, ma gli stessi ragazzini delle elementari venivano già inquadrati nelle organizzazioni del regime: 'balilla' e 'piccole italiane'. I registri di classe che abbiamo visionato, per ogni alunno, riportavano l'apposito spazio dedicato: Iscritto alla G.I.L. Tessera N... L'influenza ed il controllo sulla scuola esercitati dall'ONB, l' Opera Nazionale Balilla appunto, che ad un certo momento confluì nella GIL (Gioventù Italiana del Littorio), erano totali. Gli insegnanti avevano specifici momenti formativi a base di cultura  fascista, che a loro volta trasmettevano ad alunni  grandi o piccoli che fossero. Significative, in tal senso, due testimonianze presenti nei Giornali che abbiamo esaminato, una in data 23 febbraio 1942, l'altra il 3 e il 4 aprile 1944. E il terreno su cui cadeva tanta e tale formazione politica spesso era dei più fertili, almeno fino a che la speranza di un esito felice del conflitto e del fascismo non abbandonò anche le ultime persone ragionevoli. Dal solito documento Giornale della classe, il 20 dicembre 1943: Siamo state chiamate a Pavia dalle nostre Autorità scolastiche per ascoltare la parola del Capo della Provincia. La parola d'orine è questa: salvare l'Italia. E noi collaboreremo, a costo di qualunque sacrificio, per raggiungere lo scopo. Molto interessante è anche l'annotazione del 13 gennaio 1944.

Balilla e piccole italiane  con i rispettivi insegnanti, in due foto ricordo pubblicate nell'inserto fotografico Guardare la Storia - Immagini di Pavia e della sua provincia 1915/1945,  in Annali di Storia Pavese 12-13/86