Vilma Reali entrò a far parte della classe di Ermanno, la quarta elementare di Cornale, il 25 ottobre 1944.

A distanza di tempo, ormai, Ermanno non ricordava più se la famiglia di Vilma si fosse trasferita a Cornale dopo aver perso la casa sotto i bombardamenti o se, permettendolo le sue condizioni, lo avesse fatto a titolo cautelativo. Certo è che, spesso, molte persone erano costrette ad allontanarsi dai luoghi ove abitavano perché la guerra guerreggiata distruggeva o minacciava a tal punto la loro esistenza da non permettere altre alternative che non fossero la fuga. E questi erano gli sfollati che perdevano tutto; altri individui sfollavano dalle città sotto i bombardamenti nella speranza di sottrarsi ai rischi che ne derivavano.

In diversi centri, anche durante la seconda guerra mondiale, la scuola servì per accogliere, almeno momentaneamente, gli sfollati. E' il caso, per esempio, di Lomello, illustrato in una ricerca condotta dalla prof. Clara Perego: già all'inizio del conflitto, sebbene per un numero limitato di giorni, in questa località l'edificio scolastico aveva ospitato profughi istriani e l'organizzazione delle lezioni aveva dovuto fare i conti con questa triste realtà. In generale, tuttavia, ciò accadeva per i Comuni che disponevano di edifici sufficientemente ampi, mentre qui a Cornale la scuola aveva dimensioni molto ridotte.