EUCLIDE

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Euclide di Alessandria, vissuto intorno al 300 a.C. é noto soprattutto per la sua più famosa opera “Gli Elementi”.

Nell’”Ottica”,uno dei primi trattati sulla prospettiva, Euclide pone alla base della teoria non la grandezza ma l’angolo sotto cui tale grandezza è vista.

Egli si propone di combattere il concetto secondo il quale le dimensioni di un oggetto erano quelle che apparivano alla vista, senza tenere alcun conto del rimpicciolimento dovuto alla prospettiva ossia alla geometria della visione diretta.

Il trattato è notevole per l’esposizione di una teoria “emissiva” della visione secondo la quale l’occhio emette raggi che attraversano lo spazio fino a giungere agli oggetti: per la prima volta è presente il concetto di cono visivo.

Leggiamo infatti nell’Ottica al secondo oros (affermazione):

la figura compresa dai raggi visivi è un cono che ha il vertice nell’occhio e la base al margine dell’oggetto visto.

Il cono visivo in una tavola di Vignola


Alcune proposizioni dall' Ottica di Euclide

Proposizione IV

Date due lunghezze su di una medesima retta, quelle che si vedono a distanza maggiore appaiono minori.

Proposizione V

Oggetti uguali ma inegualmente distanti [dall’occhio]appaiono ineguali e maggiore quello più vicino all’occhio.

Proposizione VI

Le rette parallele viste da lontano sembrano non equidistanti.

Proposizioni IV, V, VI dellOttica

Proposizione VII

Oggetti uguali posti su di una stessa retta, ma tra loro distanti, appaiono disuguali.

Proposizione VIII

Segmenti uguali e paralleli, distanti dall’occhio in modo diseguale, sono visti sotto angoli che non sono proporzionali alle distanze relative.

Proposizione X

In piani sottostanti all’occhio, gli oggetti più distanti appaiono più alti.

Proposizione XI

In piani sovrastanti all’occhio, gli oggetti più distanti appaiono più bassi.

Notiamo che Euclide parla in termini di grandezze di angoli visivi e non di grandezza di immagini.

Pagine curate da A.Dabusti - M.Lagomarsini