La definitiva distinzione della prospettiva in senso matematico dal problema della rappresentazione del reale nell’arte è dovuta al matematico Guidobaldo dal Monte (1545 - 1607) che pubblica nel 1600 un trattato sulla prospettiva. Guidobaldo dal Monte riprende in esame le tecniche utilizzate dagli artisti per darne un’esauriente dimostrazione; pare infatti che egli sia stato il primo a dimostrare che: la proiezione centrale di un fascio di rette parallele è costituita da un fascio di rette concorrenti in un punto; più fasci di rette parallele tra loro e tutte parallele allo stesso piano hanno i “punti in concorso” sulla stessa retta.
Ormai la storia della prospettiva e più in generale della rappresentazione piana di oggetti tridimensionali ha imboccato anche la strada della ricerca matematica: ricordiamo matematici come Desargues, MacLaurin, Lambert, Monge... Gaspard Monge (1726 - 1818), uno dei creatori dell’École Polythecnique di Parigi, è stato il grande sistematore della teoria della prospettiva. Egli si propone di risolvere il problema della rappresentazione di un oggetto tridimensioanle ed il problema inverso, ossia la ricostruzione delle caratteristiche dell’oggetto a partire dalla sua rappresentazione: il procedimento descritto da Monge è denominato metodo della doppia proiezione ortogonale. Il XIX secolo è particolarmente fecondo per la ricerca in geometria proiettiva e nel 1872 Felix Klein, con il programma di Erlangen, armonizza e riunisce ogni aspetto e settore di ricerca in geometria in un’impostazione unitaria: la geometria proiettiva, derivante dalla prospettiva e dall’ottica, si fonde con tutti gli altri modi di “vedere” la geometria.
Pagine curate da A.Dabusti - M.Lagomarsini