L'INFLUENZA DELL'OTTICA DI EUCLIDE

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Ancora oggi l’Ottica è di estremo interesse per i suoi legami con la storia dell’arte, la pittura, la scenografia, l’astronomia e le varie tecnologie di rilevamento geografico.

I diversi scenari sono ‘mappabili’ con diverse geometrie: la geometria delle similitudini, dove domina l’invarianza del rapporto, la geometria proiettiva che governa il disegno prospettico e la geometria della sfera per rappresentare la volta celeste e i movimenti degli astri.

L’influenza dei risultati provati da Euclide è stata notevole sia nella tecnica che nel pensiero di studiosi e artisti nel periodo successivo al 300 a.C.: si può notare infatti la presenza di alcuni accorgimenti tecnici nella struttura degli edifici greci.

La visione scenografica della facciata del tempio greco ha una notevole rilevanza; le ricerche sull’ottica, unitamente alla pratica, hanno permesso di superare l’impressione di convergenza delle colonne che, altrimenti, apparirebbero appunto lievemente deformate alla visione. Per evitare il manifestarsi di tale aberrazione, molti edifici sono costruiti con opportune deformazioni opposte (descritte nel già citato De Architectura di Vitruvio).

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Molti autori nei secoli si occupano di ottica e prospettiva, ma assai diversi sono i punti di vista dai quali questa materia è trattata.

Tra gli studiosi ricordiamo Ipparco da Nicea (180-125 circa a.C.), astronomo operante ad Alessandria e a Rodi, considerato uno dei fondatori della trigonometria; dal punto di vista tecnico egli realizza la diottra, antenato del moderno teodolite ancora oggi usato dai geometri.

Agatarco in Atene, per la rappresentazione di una tragedia di Eschilo, curò la scena e Vitruvio ce ne lasciò notizia. Seguendo il suo esempio, Democrito ed Anassagora si occuparono del medesimo argomento, e cioè in quale modo le linee debbano corrispondere, in maniera naturale, alla visione degli occhi ed alla estensione dei raggi, fissato un certo punto come centro, affinché immagini determinate dell’apparenza rendano l’aspetto degli edifici nelle pitture sceniche
(Vitruvio De architectura trad. di U.Flores)

Esempi significativi compaiono nella pittura vascolare greca

pittura vascolare greca

Pittura vascolare greca del IV sec. a.C. Il tempietto è rappresentato in prospettiva parallela: prospetto anteriore e posteriore sono cioè collegati da linee oblique. Si tratta di primi tentativi dettati dalla intuizione e dalla osservazione che, comunque, portano alla costruzione di una struttura spaziale e di una tecnica di rappresentazione che probabilmente, in qualche misura, tiene conto delle esperienze dell’ottica scientifica del IV secolo a.C.

e negli affreschi di epoca romana dove frequentemente si trovano visioni di tipo prospettico-intuitivo per suggerire l’effetto di profondità, ma dallo studio di alcune rappresentazioni pare debole la padronanza della prospettiva e che il suo uso sia ancora a livello intuitivo e limitato all’utilizzo di chiaroscuro e ombre.

Paesaggi architettonici da affreschi di Pompei - (40-45 d.C.) Paesaggi architettonici da affreschi di Pompei - (40-45 d.C.)
Paesaggi architettonici da affreschi di Pompei - (40-45 d.C.)
Pompei-affresco villa dei misteri
Villa dei Misteri - Pompei (affresco 90 a.C. circa)
pittura ellenistico romana
Roma - pittura ellenistico romana (30 a.c.)

Importante fu il contributo di Vitruvio (ingegnere-architetto militare dell’età augustea) che, consapevole delle possibilità offerte dalla geometria alla risoluzione di problemi tecnico pratici ed in particolare alla rappresentazione di edifici, nel suo trattato De architectura definisce la scenografia come lo schizzo della facciata e dei lati in scorcio con la convergenza di tutte le linee del centro... e scrive "La geometria poi offre molti aiuti all’architettura, ed innanzitutto insegna l’uso della riga e del compasso, mediante i quali si possono disegnare con grande facilità nel piano piante di edifici, schizzi di livellamento e linee perpendicolari"

Pagine curate da A.Dabusti - M.Lagomarsini