L’impianto teorico delle tecniche per la costruzione della prospettiva venne completato da Piero della Francesca ( 1416-1492) che oltre ad essere un grandissimo pittore fu anche un buon matematico, al punto di essere definito dal Vasari “il miglior geometra che fusse dei tempi suoi”. Egli è consapevole della necessità di riferire la rappresentazione pittorica ad un organico e completo sistema di leggi e procedimenti matematici; il pittore più che chiedersi “cosa” rappresentare dovrà occuparsi di “come” giungere ad una rappresentazione verosimile e corretta.
Egli compilò nel 1475 il De prospectiva pingendi che costituisce il primo trattato organico della prospettiva rinascimentale. In questo trattato la rappresentazione figurativa è
riferita a un sistema di leggi e procedimenti matematici che devono consentire una verosimile traduzione dello spazio attraverso opportune deformazioni prospettiche avvertite dall’occhio
umano.
Mentre l’Alberti aveva concentrato la sua attenzione nel rappresentare sul piano del dipinto figure sul piano del pavimento, Piero affrontò il problema di dipingere nel piano oggetti
tridimensionali.
Opera emblematica (di tutto il ‘400) è la Flagellazione di Piero della Francesca.L’impianto prospettico è rigoroso e descrive uno spazio architettonico classico, scandito dal pavimento lastricato che rende lo spazio perfettamente misurabile. Le linee che descrivono la profondità guidano lo sguardo verso l’episodio principale del racconto.
Analisi della "Flagellazione"
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